Rispondi a: Locale macchine dell’ascensore chiuso a chiave da un condomino

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Capita più spesso di quanto si pensi che, durante lavori di ristrutturazione, un locale tecnico venga “assorbito” da una proprietà privata e poi nascano problemi. Qui però la situazione è delicata, indipendentemente da come è stata realizzata la porta o da chi l’ha installata, il locale macchine non può essere gestito come area privata esclusiva.

In casi come questo la giurisprudenza è chiara: se un impianto è condominiale, qualsiasi locale necessario al suo funzionamento deve essere considerato funzionale a un bene comune e quindi soggetto al diritto di accesso degli altri condomini e dei tecnici incaricati.

Di conseguenza, non solo è legittimo pretendere che venga consegnata una copia delle chiavi all’amministratore, ma, se necessario, il condominio può deliberare la riapertura o ripristino di un accesso indipendente, a spese del proprietario che ha creato l’irregolarità.

In più c’è un profilo di responsabilità importante: se l’impianto non viene manutenuto perché l’accesso è impedito, e ciò provoca danni o un incidente, risponde il condominio verso terzi. La ditta che si rifiuta di intervenire senza accesso regolare ha ragione: è una tutela professionale e assicurativa.

In un condominio non può esistere un locale tecnico “privato” che serve un bene comune: l’uso esclusivo e la gestione arbitraria non sono compatibili né con il codice civile né con le norme sugli ascensori. Meglio sistemare la questione adesso che trovarsi davanti a problemi più seri in futuro.

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