Rispondi a: Montascale a poltroncina o piattaforma?

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La scelta tra montascale a poltroncina e montascale a piattaforma dipende principalmente da due fattori: il tipo di esigenza motoria e lo spazio effettivamente disponibile lungo la scala.

Entrambe le soluzioni permettono di superare barriere architettoniche, ma presentano differenze sostanziali in termini di ingombro, comfort, funzionalità e costi.

Il montascale a poltroncina è la soluzione più diffusa nelle abitazioni private e nei condomìni con spazi ridotti. Si tratta di un impianto con una sedia motorizzata che scorre su una guida fissata alla parete o ai gradini. È ideale per chi riesce ancora a compiere brevi spostamenti in autonomia, perché richiede la capacità di sedersi e alzarsi.

I principali vantaggi sono la compattezza e la facilità d’installazione: occupa poco spazio, non necessita di opere murarie invasive e può essere montato anche su scale strette o curve. È inoltre più economico rispetto a una piattaforma per carrozzina, con un costo medio compreso tra 2.500 e 6.000 euro a seconda della lunghezza e della complessità della scala. Anche la manutenzione è minima e i consumi energetici sono molto bassi.

Il montascale a piattaforma, invece, è progettato per accogliere una carrozzina o un deambulatore. È la soluzione più indicata per persone con disabilità motoria totale o parziale che non possono abbandonare la sedia a rotelle.

La piattaforma si apre e chiude automaticamente, e scorre lungo una guida simile a quella della poltroncina, ma più robusta. In termini di accessibilità è superiore, perché permette il movimento in totale autonomia e nel rispetto delle normative sulle barriere architettoniche (Legge 13/1989 e D.M. 236/1989).

Il rovescio della medaglia è rappresentato dall’ingombro: la pedana, anche se pieghevole, richiede una scala larga almeno 90–100 cm per rispettare le distanze di sicurezza e consentire il passaggio pedonale. L’impianto è anche più costoso, mediamente tra 8.000 e 15.000 euro per un modello standard, e la manutenzione è più impegnativa.

Per quanto riguarda gli incentivi fiscali, entrambi gli impianti rientrano nel Bonus Barriere Architettoniche, con detrazione fino al 75% della spesa e possibilità di sconto in fattura o cessione del credito.

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